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Inviato da ThePeach il Mar, 21/04/2009 - 10:39
È infatti recente (anche se si potrebbe dire che è vecchia) la notizia riguardante l'uso di tecniche di social engineering applicate a social media come Facebook, Linkedin o MySpace, per ricavare informazioni sensibili per compromettere la sicurezza di un azienda. A questo punto è chiaro che il limite tra quante e quali tracce lasciamo in giro e quanto effettivamente siamo una goccia nel mare è molto labile. Non solo, se volessimo guardare i termini legali di accettazione dei servizi (TOS) che utilizziamo giornalmente nel web, sarebbe da mettersi le mani nei capelli. Facebook stessa, recentemente si è vista infatti al centro di una interessante vicenda che coinvolge diversi aspetti: da quello prettamente sociale, a quello relativo alla proprietà intellettuale. Se da principio, all'insaputa degli utenti, ha deciso di cambiare il TOS in uno che le garantiva l'uso e l'abuso di tutti i dati immessi ad libitum, dopo il sollevarsi delle proteste ha deciso di limitarne l'uso (chiaramente a suo completo piacimento come l'uso presso terzi, così come fa già google da tempo) fino al momento della disiscrizione... già... |
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